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Fusione CDL - CAFC: una positiva tappa di un percorso Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA

“Fusione CDL - CAFC: una positiva tappa di un percorso”

Il gruppo consigliare di minoranza stigmatizza il voto dei gruppi di maggioranza

Alla prima importante decisione politica che l’amministrazione comunale era chiamata ad assumere, il gruppo di maggioranza ha dato il responso di quella che era stata “venduta” in campagna elettorale come la riunificazione della Sinistra a Fiumicello: in Consiglio Comunale votazioni da separati in casa. Così è andata, nel corso dell’ultimo consiglio comunale quando il tema da affrontare era la delibera di fusione del Consorzio Depurazione Laguna (noto come Tubone) ed il Consorzio Acquedotto Friuli Centrale.

Avevamo seguito sui quotidiani il dibattito sul tema della fusione tra CDL e CAFC, e non vi nascondiamo che le prime dichiarazioni del nostro Sindaco ci avevano stupito. Bene aveva fatto ad indire un’assemblea pubblica per illustrare i termini della sua posizione personale ed il lavoro di confronto con le altre amministrazioni. Ci dispiace che a nulla sia valso il suo impegno in questo senso per ottenere il voto unanime dei gruppi consiliari che lo sostengono.

Riteniamo che questo dibattito giornalistico abbia creato confusione nella popolazione e sia stata strumentalmente utilizzata da alcuni per recuperare il tema della salvaguardia delle fontane. E’ riemerso il tema dell’acquedotto, a fronte di una discussione che era di tutt’altra natura: la fusione tra due soggetti che operano nel ciclo integrato delle acque. Il Sindaco si è adoperato per la stesura di un documento di garanzia circa futuri acquedotti sul nostro territorio, ha operato in continuità con quanto sostenuto dalle amministrazioni precedenti.

Ai cittadini dobbiamo anche dire che il soggetto che nascerà da questa fusione non avrà potere decisionale sulla realizzazione di investimenti, che sono di competenza dell’ATO. Ed il nostro Sindaco, membro del consiglio di amministrazione dell’ATO, sa benissimo che le priorità dell’ATO sono quelle di adeguare fognature, depuratori ed acquedotti esistenti sul territorio provinciale che sono obsoleti; gli investimenti dell’ATO dovranno essere oculati e compatibili in quanto tali opere ricadranno sulle tariffe degli utenti. Sotto questo punto di vista, a meno di allarmi ambientali, non riteniamo che ci sarà una corsa ad investire in acquedotti sui nostri territori.

“Arriviamo a questo risultato importante dopo alcuni anni di discussione, - commenta il capogruppo Paolo Dean - c’è  la necessità di superare la frammentazione delle gestioni presenti nella nostra Provincia. Questa scelta ci consente di realizzare un soggetto più forte che potrà partecipare alla concorrenza imposta dalla normativa, che prevede la privatizzazione dell’acqua dal 2012. Dobbiamo puntare ad ottenere il mantenimento della gestione del controllo da parte degli enti pubblici e la titolarità in capo al Comune.”