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il Piccolo: 'Cuore d’Africa', testimonianze di solidarietà Stampa E-mail

Domenica 5 settembre 2010, il Piccolo: 'Cuore d’Africa', testimonianze di solidarietà

Il fiumicellese Giovanni Giacuzzo racconterà la sua esperienza a servizio dei bambini AIELLO Era già salito alla ribalta delle cronache locali, per la scelta di mettere la sua professione a servizio dei bambini africani. Nel febbraio scorso, era partito alla volta del Burkina Faso dove, per conto del Coi, una Ong di cooperazione odontoiatrica internazionale che ha sede presso l'Università di Torino, aveva contribuito al monitoraggio dei bambini da 6 ai 12 anni, contribuendo alla ricerca epidemiologica che fornisce dati anche all'Organizzazione mondiale della sanità. Giovanni Giacuzzo, 29 anni, igienista dentale di Fiumicello, ora ha deciso di comunicare la sua esperienza al grande pubblico. Lo farà ad Aiello venerdì, nel corso della serata “Cuore d'Africa”, organizzata alle 20 nella Osteria alla Posta di via Vittorio Emanuele II. «L'idea è quella di far conoscere l'Africa - spiega Giacuzzo - senza discriminare la diversità, ma cercando di far comprendere quali sono le bellezze di un paese considerato povero». Nessun monologo: la serata, realizzata con la collaborazione delle cooperative La Cisile e Thiel, cercherà di sensibilizzare il pubblico usando la suggestione delle immagini e della musica dal vivo. Dopo la presentazione del progetto di cooperazione internazionale curato dall'associazione Jobel, che si occupa di aiutare i disabili mentali africani, le cui esistenze vengono drammaticamente private di libertà e possibilità di cura, sarà la volta della proiezione del video (H)eart(h). Il prodotto multimediale, curato dalla videomaker Eleonora Gallina con le musiche di Matteo Paulin, entrambi fiumicellesi, racconta il viaggio africano di Giacuzzo. Poi due band di percussionisti riproporranno originali rielaborazioni dei ritmi neri: prima il concerto “World Sound” dei Ritmi Urbani (voce di Ousmane Bangoura, Marco Fumis alla chitarra e percussioni, e Lucio Cosentino con gli strumenti tipici quali hang, udu e stell drum). Quindi toccherà alle percussioni e alle danze dei Mamaya. Per tutta la serata si potranno degustare cibi africani, visitando mostre di fotografia, quadri e oggetti d'artigianato. Sarà, infine, attiva una raccolta di fondi a cura delle associazioni di cooperazione internazionale intervenute. (e.p.)